"¿Sabe usted cómo escribo yo mis cuentos? -le dijo a Korolenko, el periodista y narrador radical, cuando acababan de conocerse- Así." Echó una ojeada a la mesa -cuenta Korolenko- tomó el primer objeto que encontró, que resultó ser un cenicero, y poniéndomelo delante dijo: " Si usted quiere mañana tendrá un cuento. Se llamará El cenicero."Y en aquel mismo instante le pareció a Korolenko que aquel cenicero estaba experimentando una transformación mágica: "Ciertas situaciones indefinidas, aventuras que aún no habían hallado una forma concreta, estaban empezando a cristalizar en torno al cenicero". V.NABOKOV/"Chéjov"


"¿Has visto alguna vez un montaje realmente hermoso de, digamos, "El jardín de los cerezos"? No me digas que sí. Nadie lo ha visto. Puede que hayas visto "montajes inspirados, montajes eficaces", pero nunca algo hermoso. Nunca una versión en la cual todos los que salen al escenario estén a la altura del talento de Chéjov, matiz por matiz, carácter por carácter."-J.D.Salinger

Letras Libres: 17 enero 2020 ***Feliz cumpleaños,Anton Chéjov

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martes, 8 de junio de 2010

Dante/ Italiano para niños y principiantes

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IL VIAGGIO DI DANTE

un'avventura infernale


1
Nel mezzo della notte Dante guardò
il pupazzo Virgilio, e cosi gli parlò.
"Virgilio, gli disse "star qui non mi va,
sempre sgridato da mamma e papà.
"Dante -mi dicono- sei troppo cattivo!"
Macché, sono solo supercreativo!"

2

Dante aprì la finestra e fuori saltò,
si mise in spalla Virgilio e di lì se ne andò.
Cammina cammina, lontano arrivò.
"Dove siamo finiti?" d' un tratto esclamò.
"Virgilio, accidenti, ci siamo smarriti!"
Della loro avventura eran già un po' pentiti.

3

Eccoli adesso in una selva oscura,
e il buio è tale da fare paura!
Dante frena, e poi trema: "Meglio di no.
Entrare lì dentro? Io no, non ci sto."
"Dai, dice Virgilio "ti manca il coraggio?
Pensavo volessi far questo viaggio."

4

Appare un demonio con occhi di bragia,
vien verso di loro con aria malvagia.
"Osate passar questo fiume ben triste?
Vendrete qui cose finora mai viste.
Osservate, e imparate da questi cattivi
se volete tornare nel mondo dei vivi."

5

Esce dal fango una bestia feroce
che ringhia a che ghigna nel modo più atroce.
Che orrore! Che mostro! Com'è spaventoso!
È pronto mangiare chi è troppo goloso.
"Oh no!" dice Dante, ormai disperato.
"Saprà che io mangio tutto quel cioccolato?"


6

"E questi chi sono?" chiede Dante allarmato.
"Dimmi, Virgilio, ma l'han meritato?"
"Sono gli avari e tengon tutto per sé,"
"Lo dici di loro,ma lo pensi di me?"
Spostare quei sassi, com'è faticoso!
Che peso schiacciante, se non sei generoso."

7

"E questi sono quelli assai negativi:
si arrabbiano troppo e senza motivi.
Chi scatta e si scalda quand'è qui vede nero:
se ti sporgi di più scoprirai com'è vero.
Adesso i capricci gli servono a poco.
Qui vanno in fumo parole di fuoco."


8
Incontrano adesso persone violente.
dall'anima troppo, troppo bollente.
"Dante", dice Virgilio "veniamo ora al sodo:
chi ha fatto del male cuoce qui nel suo brodo.
Se ferisci gli amici ferisci te stesso.
Quindi calmati ora, sennò sarai lesso."


9

"Questi che vedi hanno molto mentito.
Sono tutti bugiardi e nesunno è pentito."
"Io no, io non mento! Invento, così.
Non dirmi che posso anch'io finir qui."
"Storielle, fandonie, frottole, frodi:
son solo menzogne chiamate in più modi."


10

Arrivano adesso in un freddo postaccio
dove turro e tutti son coperti di ghiaccio.
Di fronte a costoro, un dubbio lo prende.
Gelare nel ghiaccio da cosa dipende?
"Se manca l'amore manca sempre il calore,
e il freddo raggiunge il profondo del cuore".


11

"Virgilio, ho capito, i miei han ragione,
e questo viaggio servirà di lezione.
Da oggi io smetto di fare il cattivo.
Voglio essere buono e più comprensivo.
Torniamo a casa!" dice Dante, deciso.
"In confronto a costi lì sto in paradiso."

12

Eccoli a letto a sognar cose belle,
mentre in cielo sorridon, felici, le stelle.




Virginia Jewis y otros, Il viaggio di Dante, Ediciones Mandragora, Firenze,2008

martes, 23 de febrero de 2010

Alda Merini (Milán 1931-2009) clases de italiano

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BORGES confesaba haber aprendido italiano leyendo una y otra vez la "Divina Comedia".Con el  mismo fin y para comprobar una vez más que la poesía es un concentrado de música y sentido, Dante puede ser alternado con los mejores poetas italianos de todas las épocas. Alda Merini , tan contemporánea y que se fue sin querer esperar el premio Nobel que merecía, es una de esos poetas capaces de hacer progresar en la lengua de Dante, Petrarca, Miguel Ángel....Manzoni...
                                                         Roma, Plaza del Popolo



HO un rigo musicale sopra il canto
anche quando io vendo discipline:
è il rigo di una grande annunciazione,
il rigo della mia follia.


CON pentagramas creo el canto

incluso cuando a cantar enseño:
es el pentagrama de una gran anunciación,
pentagrama de mi locura.


Vorrei conoscere canestri di fede,
il salterio e un branco di domande,
perche io sono Rebecca
in cerca di innumerevoli fogli.


Conocer quisiera espuertas de fe,

el salterio, y un puñado de preguntas,
porque yo soy Rebeca
en busca de infinitas hojas.



alda merini, baladas no pagadas, La Poesía señor hidalgo


[30 mayo 2016/ 2 poemas más ]


I
Voi siete ombre che gettano luce,
voi siete ombre scintillanti,
e anche nelle notti la montagne
brillano della vostra presenza.
Voi siete il vulcano di Dio,
le vostre ceneri si disperdono ovunque
e siete i morti e l'amore,
e siete morti e resuscitati,
e siete morte e resurrezione,
ma siete anche la grande vendemmia
dell' eterno sorriso.

Vosotros sois sombras irradiando luz,

vosotros sois sombras centelleantes,
y también por las noches las montañas
resplandecen con vuestra presencia.
Vosotros sois el volcán de Dios,
vuestras cenizas se dispersan por todas partes
y sois los muertos y el amor,
y sois muertos y resucitados,
y sois muertos y resurrección,
pero sois también la gran vendimia
de la eterna sonrisa.


II

Se Giuseppe mi abbandonasse
io scenderò in un campo
per la lapidazione:
sarò la vergogna de tutti.
Ma ecco l'angelo Tuo
che mi vola sul cuore
di notte
quando lui piange e gli dice:
"Laciala andare,
è soltanto un grande poeta
di cui Dio è innamorato".

Si José me abandonara

descendería en un campo
para la lapidación:
seré la vergüenza de todos.
Pero he allí el ángel Tuyo
que sobre mi corazón vuela
por la noche
cuando llora y dice:
"Déjala ir,
es tan solo una gran poeta
de quien Dios está enamorado."



alda merini, Magnificat, Vaso Roto





martes, 9 de febrero de 2010

ALDA MERINI / Ángel de la Anunciación

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Alda Merini (Milán 1931-2009) construye versos de especial densidad poética.Su "música callada"y  su sentido personal de lo religioso hacen recordar el misticismo sensual de San Juan de la Cruz.
Fra Angelico, Anunciación, 1430-32, temple/tabla. Museo del Prado.

Su questo libro tu sei sorto,
angelo dell'Annunciazione.
Io mai avrei pensato
che queste pagine
diventasseero ali.


De este libro surgiste
ángel de la Anunciación.
Jamás habría pensado
que estas páginas
se transformaran en alas.

Piero della Fracesca, Anunciación, 1455, freco. San Francesco. Arezzo.

Le ali degli angeli sono calde,
il loro pensiero sta dentro la notte,
ma tu mi parli
su uno spazio che io non conosco.
Io adoro le stelle e la notte,
ma tu sei il canto del mio mattino.


Las alas de los ángeles son cálidas,
su pensamiento vive dentro de la noche,
mas tú me hablas
en un espacio que no conozco.
Yo adoro las estrellas y la noche,
pero tú eres el canto de mi amanecer.
Leonardo da Vinci, Anunciación 1472.Uffizi, Florencia.

Non capisco
e te lo vorrei chiedere
se tu sei sorto da me
o se io sono sorta da te,
e non sapevo che la carne
potesse sparire
per dar luogo a un pensiero creatore.


No entiendo
y te querría preguntar
si surgiste de mí
o si yo surgí de ti,
y no sabía que la carne
pudiera desaparecer
y dar espacio al pensamiento creador.

MERINI, ALDA.: Magnificat. Vaso Roto Poesía.

martes, 22 de diciembre de 2009

Francesco PETRARCA / Soneto CLXXXVI & el " dolce stil novo"

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"DOLCE STIL NOVO"



CLXXXVI

Se Virgilio et Homero avessin visto
quel sole il qual vegg'io con gli occhi miei,
tutte lor forze in dar fama a costei
avrian posto, et l'un stil coll'altro misto:


Si Virgilio y Homero hubiesen visto
aquel sol que yo veo con mis ojos,
todas sus fuerzas para darle fama
habrían puesto, mezclando los estilos.



di che sarebbe Enea turbato et tristo,
Achille, Ulixe et gli altri semidei,
et quel che resse anni cinquantasei
si bene il mondo, et quel ch'ancise Egisto.

Por lo cual estaría triste Eneas
con Aquiles, Ulises y otros héroes,
y el que al mundo rigió cincuenta y seis
años tan bien, y aquel que mató a Egisto.



Quel fiore anticho di vertuti et d'arme
come sembiante stella ebbe con questo
novo fior d'onestate et di belleze!

La flor antigua de armas y virtudes
¡qué estrella tan igual tuvo con esta
nueva flor de recato y de belleza!



Ennio di quel cantò ruvido carme,
di quest'altro io:et oh pur non molesto
gli sia il mio ingegno, e'l mio lodar non sprezze!

Ennio a aquella cantó con rudo canto,
a esta otra yo; ¡oh no le sea molesto
mi ingenio, y mi alabanza no desprecie!



El (¿trabajo escolar?) de Gabriela Rodriguez está lleno de bellas imágenes, aunque el supuesto retrato de Petrarca que inicia el vídeo, es de Dante y se debe a Botticelli. Seguro que Gabriela ya lo sabe.

Cancionero II. Cátedra, Letras Universales

lunes, 21 de diciembre de 2009

ALDA MERINI / GIORGIO MORANDI

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El ascetismo místico de los bodegones de Giorgio Morandi (Bolonia 1890-1964) son el  contrapunto del misticismo apasionado de Alda Merini (Milán 1931-Roma 2009) ambos formando una extraña armonía.

                                      Giorgio Morandi, 1954, Naturaleza muerta,ól/lz, 25,9 x 30,5.


Le dune del canto si sono chiuse,
o dannata magia dell'universo,
che tutto può sopra una molle sfera.
Non venire tu quindi al mio passato
non aprirai del delta vorticosi,
delle piaghe latenti, degli accesi
alle scale che mobili si danno
sopra la balaustra del declino;
resta, potresti anche essere Orfeo
che mi viene a ritogliere dal nulla,
resta o mio ardito e sommo cavaliere,
io patisco la luce, nelle ombre
sono regina ma fuori nel mondo
potrei essere morta e tu sai
lo smarrimento che mi prende pieno
quando io vedo un albero sicuro.



Las dunas del canto se han cerrado,
¡oh maldita magia del universo,
que todo puede sobre una blanda esfera!
No vengas por lo tanto a mi pasado,
no abrirás deltas voraginosos,
llagas latentes, accesos
a las escalinatas que móviles se abren
sobre la balaustrada del declive;
quédate, quizá podrías ser Orfeo
que de nuevo viene a rescatarme de la nada,
quédate valiente y sumo caballero,
yo padezco la luz, en las sombras
soy reina pero afuera en el mundo
podría estar muerta y tú sabes
qué confusión me prende de lleno
cuando veo un árbol seguro.


Merini, Alda.:La Tierra Santa. Pre-Textos, Poesía